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sabato 25 aprile 2020

La trapuntatura a mano libera: la tecnica usata per le mie tovagliette handmade, usata per migliorarne due di industriali!


Non ricordo nemmeno più quanti anni possano avere queste due tovagliette...forse una quindicina. Ogni volta che le guardo ricordo benissimo però la persona che me le ha regalate, a cui -nonostante la distanza- resto sempre molto affezionata.
 
Da tempo le utilizzo per la colazione delle mie figlie (come si nota dai colori ormai sbiaditi), ma il continuo lavarle in lavatrice le aveva in qualche modo fatte arricciare, creando delle gobbe che impedivano alle tazze che ci appoggiavo sopra di restare bene in equilibrio (e le mamme sempre di fretta come me sanno bene che l'ultima cosa che ci si può permettere la mattina è che una figlia si rovesci addosso il latte e si debba cambiare i vestiti poco prima di uscire!!).
La vedete la differenza fra la tovaglietta in alto e quella sotto?
 
 
Alla seconda avevo già fatto la trapuntatura, per tenere insieme i 3 strati (i 2 esterni più l'imbottitura dentro) e rendere più compatta e piatta la superficie, così:

 
Penso che qui si veda molto bene cosa intendo e vi posso garantire che la differenza è parecchia:

 
Questo tipo di trapuntatura, che io faccio con la macchina da cucire usata "a mano libera" facendo scorrere senza piedino la stoffa sotto all'ago, è la stessa che utilizzo sempre per le tovagliette firmate Moka crea! e vi garantisce di non trovarvi mai nella situazione che vi ho descritto!
 
Essendo composte da 3 strati (l'interno in spugna di cotone ha lo scopo di assorbire eventuali rovesciamenti), con la trapuntatura non solo restano compatte e senza onde, ma acquistano anche una certa rigidezza pur essendo assolutamente morbide e piegabili meglio di così!


giovedì 16 aprile 2020

Copri ciotola (o bowl cover che dir si voglia) e pane fatto in casa: mi metto in cucina rispettando l'ambiente!

 
In queste settimane ricche di tempo libero ho finalmente trovato l'occasione per sperimentare qualche nuova ricetta in cucina ed essendo del team "carboidrati a volontà" mi sono trovata almeno 2 volte a settimana ad impastare pane o pizza, con conseguente utilizzo massivo di pellicola di cellophane per coprire la ciotola della lievitazione...
Il senso di colpa mi ha convinta a cucire finalmente anch'io uno dei famosi teli impermeabili copriciotola che stanno spopolando da tempo all'estero e più di recente anche qui in Italia, eccolo qui!
 
 
Sapete che di solito utilizzo stoffe molto colorate, ma dalle fantasie sobrie: pois, quadretti, tinta unita...tutte quelle che possono tranquillamente essere trasformate in sbiechi senza perdere il dettaglio del disegno.
Stavolta però ho scelto questo ritaglio avanzato da un lavoro fatto per le bimbe tempo fa e che vi mostrerò presto: una stoffa di cotone verde a pois con una trama spessa ed il tema dolcetti/caramelle/cupcakes che mi sembrava proprio perfetto per l'occasione!

 
Per fare il modello ho semplicemente disegnato il contorno la ciotola più grande che ho in casa allargandolo di qualche cm, poi mia figlia ha scelto il colore dello sbieco, pois bianchi su fondo rosa come alcuni dettagli della stoffa, inoltre in giro per casa ho recuperato il gancetto a molla di un vecchio zaino finito in pattumiera da tempo.
Con questo gancetto si può stringere quanto serve sul fondo ed in questo modo la cover è adattabile a tutte le misure di ciotola, anche a quelle più piccole.

 
Per finire l'interno impermeabile: uno strato di un tessuto sintetico che utilizzo per fare i grembiulini e che a dire la verità non so se sia adatto per gli alimenti, ma ha resistito al lavaggio in lavatrice a 60° ed al ferro da stiro ed in ogni caso personalmente utilizzo sempre ciotole abbondanti, quindi l'impasto non cresce mai così tanto da arrivare a contatto con la cover (ergo: non è necessario lavarla ad ogni utilizzo).

 
Siete curiosi di vedere cos'ho preparato con questo bel panetto? Il pane fatto in casa!!! In rete si trovano tantissime ricette per farlo di tutti i tipi ed io ne ho adottata una che è semplicissima, velocissima, impossibile da sbagliare e...dal risultato ottimo, sia per la vista che al palato!!!

 
Di copriciotola se ne trovano ovunque in rete e sono un progetto intuitivo ed abbastanza abbordabile anche per chi è alle prime armi, quindi se ancora non avete la vostra vi consiglio di procurarvela o di farvela da soli: il Pianeta Terra ve ne sarà grato, ed anche i nostri figli e nipoti. Io mi sono tolta  un altro piccolo grande peso dal cuore ogni volta che mi metto ad impastare!
 

mercoledì 25 settembre 2019

Per la rubrica del riciclo, un'altra maglietta delle mie bimbe recuperata!

 
Non so quante magliette abbiano nell'armadio le mie bimbe, ma sembrano non bastare mai: alcune diventano piccole nel giro di poche settimane, altre si macchiano irreparabilmente con il sugo della mensa o con i colori di scuola, altre ancora le teniamo da parte per le occasioni più "eleganti"...fatto sta che a volte non riesco a star dietro ai numerosi cambi e quindi cerco di sfruttare fino all'ultimo ogni singolo capo, a maggior ragione quelli che ci piacciono di più o a cui per qualche motivo siamo particolarmente legate.
 
 
Questa magliettina gialla superbasica era anche piuttosto recente, ma ogni tanto (e non ho ancora capito il perché) succede che escano dalla lavatrice con dei piccoli buchetti (giuro che chiudo sempre gancetti e cerniere quando faccio il bucato!), come in questo caso.
Solitamente la sfortuna decide di accanirsi posizionando il danno proprio in quei punti in cui qualunque tentativo di copertura appare goffo e facilmente smascherabile (più o meno come le toppe nelle ginocchia dei pantaloni), ma questa volta mi è andata meglio ed il buco -anzi la serie di buchetti- è capitato nel lato inferiore, permettendomi di mascherarla senza dare troppo nell'occhio.

 
Come vi ho detto la maglietta gialla era bucata, ma nel limbo degli abiti rovinati in attesa di seconda vita (alias un apposito ripiano dell'armadio in craft room) ne avevo anche una grigia di cui mi piaceva molto il disegno, ma che ormai a suon di candeggi si era scolorita: il contrasto fra i due colori mi è sembrato perfetto e così ho tagliato il disegno di una applicandolo sui buchi dell'altra con un semplice punto dritto a macchina lungo tutti i contorni.

 
Alle bimbe il risultato è piaciuto ed anche se non è "very professional", io sono felice anche per aver contribuito a creare meno rifiuti per il nostro povero pianeta con un po' di buon sano riciclo!

domenica 22 settembre 2019

Nuove fodere per i cuscini del divano con la tecnica del free motion embroidery

 
Nella craft-mansarda avevamo un divano letto, verde salvia e marrone wengè con 2 cuscini uno arancione ed uno giallo ocra. Nel suo essere così...autunnale, si abbinava perfettamente con le travi a vista del soffitto e la tenda della finestra che bucava il tetto puntando dritto al cielo.
Poi abbiamo cambiato casa ed è stato ricollocato nella cameretta di una delle gemelle, dove dominano i colori tenui del bianco, beige tendente al grigio, qualche dettaglio lilla e qualcun altro fuxia.
Capirete che nella stanza luminosa di una bimba di 8 anni i colori di questo divano incombevano alquanto, ma non avevo né tempo né estro per improvvisarmi tappezziera, né denaro per farlo rifoderare da capo...ma la mente di una creativa non si ferma di fronte a questi dettagli e trova sempre il modo di aggirare gli ostacoli pur di accontentare il proprio gusto estetico!
 
Ho allora preso un semplicissimo quanto abbinato lenzuolo rosa striato di bianco e con esso ho coperto tutta la seduta e lo schienale verdi, lasciando la base ed i braccioli wengè originali (rosa + marrone scuro = bellissimo contrasto, secondo me!). Restavano i cuscini: giallo ed arancione con lilla e rosa proprio non li potevo vedere ed erano troppo spenti, ma non potevo cavarmela con qualcosa di solo appoggiato sopra...allora mi sono messa d'impegno ed ecco qua il risultato!!
 
 
Scusate la patacca beige nella foto, ma lì sotto ci ho applicato una per una le lettere che compongono il nome di mia figlia, utilizzando stoffe lilla, rosa e fuxia con fantasie diverse...ma guardiamo il resto: 7 fiori variopinti e stilizzati, tutti contornati con una linea doppia nera (tecnica del free motion embroidery o free hand embroidery che dir si voglia, ossia quel modo di usare la macchina da cucire in cui si abbassano le griffe del trasporto e facendo muovere con le proprie mani il tessuto sotto all'ago si creano i disegni e le linee che si vogliono, come se si stesse dipingendo su una tela).
La parte su cui mi sono sbizzarrita di più sono stati gli steli: più o meno lunghi, ma tutti pieni di foglioline grandi e piccine!
 
 
Dall'altro lato del divano ecco l'altro cuscino con la scritta LOVE decorata in stile country con uccellini, casetta, bottoni ed un bel cuore che in una cameretta femminile ci sta sempre bene!!

 
Per rendere il tutto più "puccioso", anche se con un dettaglio che rimane nascosto, per la chiusura con le asole sul retro ho utilizzato dei bottoncini (recuperati da vecchie magliettine delle bimbe e gelosamente conservati perché prima o poi tutto torna utile!) con la stessa palette di colori ma in quanto a forma uno diverso dall'altro: cuoricino, farfalla, fiore...insomma una chicca per trasformare questi cuscini  e renderli completamente degni della stanza di una principessa!
 
 

martedì 15 maggio 2018

Vita da educatrice: grembiule salvato #2 e superpersonalizzato!


Esattamente un mese fa vi avevo raccontato di come ho recuperato un grembiule da lavoro macchiato "disegnandoci" sopra delle simpatiche margheritone che coprissero le macchie...oggi eccomi di nuovo a condividere con voi la storia di un altro grembiule seminuovo, rimasto vittima di una indelebile soffiata di polvere cacao mentre svolgeva con me il suo dovere educativo!
Come l'altro, anche questo si è macchiato proprio al centro, con la complicazione che questo aveva anche la cerniera a rendere ancora più ardua l'impresa di restauro!!!

 
Le vedete qua sotto tutte quelle macchiette sparse al di qua e al di là della cerniera? Bene, se guardate meglio vi accorgerete che ce ne sono finite anche SOPRA!
Questo grembiule aveva già dei dettagli in azzurro sulle tasche e sulle maniche e fortuna ha voluto che fra le mie stoffe ne avessi una proprio identica di colore e questo era già un buon inizio, ma come fare per coprire così tante macchie, troppo numerose per coprirle una ad una, ma anche troppo sparpagliate perché bastasse un disegno piccolo? E come fare a superare l'ostacolo della cerniera?
Pensa che ti ripensa, ho deciso di provare con le stelle e di fare la centrale abbastanza grande da coprire tutto (o quasi), ma anche da poter essere divisa in 2 parti (al di qua e al di là della cerniera) senza perdere la visione d'insieme. Ecco qui il work in progress:
 
 
 Alla fine, trattandosi di asilo nido, ci ho aggiunto anche occhi e sorriso, che a mio parere hanno dato un ulteriore tocco in più al disegno...
 
 
...e per fare compagnia alla stella più grande, che da sola assolveva al compito di "nascondi macchia", ne ho aggiunta una più piccolina e con una linea nera continua ho simulato il loro saltar fuori dalla tasca del grembiule:

 
Che dite del risultato? Non sembra che questo grembiule sia nato così? Io sono contentissima e così mi piace molto di più!! Adesso aspettiamo che se ne macchi un altro per sguinzagliare di nuovo la mia vena artistica (non ci vorrà molto tempo, ne sono matematicamente certa!!)!

giovedì 10 maggio 2018

Altre 2 idee di recupero abiti macchiati dei bimbi: le magliette rosa delle mie figlie

 
Non so se anche voi, colleghe mamme e creative del cucito, vi troviate nella mia stessa situazione, comunque io ho, accanto alla macchina da cucire, una piccola pila di vestiti piccoli o macchiati in attesa che mi venga l'estro giusto per recuperarli in modo accettabile.
 
Ieri è arrivato il turno di queste due magliettine rosa delle mie bimbe (specifico che essendo basiche ne ho comprate un paio per colore, ma che assolutamente non vesto le gemelle in modo identico...e sono contraria a farlo, se non in modo del tutto casuale!!), che come al solito avevano delle macchie indelebili piazzate proprio al centro, dove è più difficile camuffarle con un decoro che abbia un senso e soprattutto un equilibrio (perché di solito i disegni si mettono lateralmente).
In questo caso a complicare ulteriormente l'operazione c'era anche la taschina, che spostava già tutta la simmetria di qualunque composizione avessi scelto di inventare!!
Penso alla fine di aver trovato due buone soluzioni, che trovano abbastanza senso a mio parere e tutto sommato mi sembrano anche carine!
 
 
Su una ho applicato, prima con la carta termoadesiva e poi con un punto base lungo i contorni, le lettere che compongono la scritta "baby". Ho scelto dei tessuti con fantasie diverse ma sempre sui toni del lilla e del fuxia, colori che ho ripreso nei fili delle cuciture, mettendoli a contrasto: 

 
Sulla seconda maglietta, che aveva una macchia sulla fascia centrale a sinistra, ho fatto correre un "nastro" di stoffa bianca a pois rosa, completato da un fiocco: questa fra le due è stata la sfida più difficile ed il risultato forse meno scontato. Voi che ne dite?
 

lunedì 16 aprile 2018

Vita da educatrice: come salvare un grembiule macchiato #1 e renderlo anche più bello di prima!


Come saprete io sono un'educatrice di asilo nido, lavoro che richiede l'utilizzo di una "divisa", che nel mio caso è il grembiule bianco.
Lo indosso parecchie ore al giorno, tutti i giorni e nel corso degli anni ne ho acquistati davvero tanti e devo dire che indossarli per me non è una costrizione bensì un piacere, sia perché mi salvano un po' i vestiti che indosso sotto, sia perché comunque identificano un ruolo che mi piace e nel quale mi riconosco molto...solo che, poverini, ne subiscono tante ogni giorno, dalle lacrime, ai moccoloni, dalla pasta al ragù ai colori a tempera...

Quella che vi racconto oggi è la storia del mio grembiule quasi nuovo, con le roselline d'argento ricamate sulle tasche, che dopo aver assistito ad una bellissima attività di pittura con i bimbi di 1 anno con acqua e cacao, ha subìto un attacco da un piccolo fuggiasco inciampato mentre cercava di appartarsi con la "cioccolata" avanzata (giustamente le proposte che faccio coinvolgono e considerano sempre tutti e 5 i sensi!!) ed è rimasto irrimediabilmente macchiato!

Non c'è stato verso di smacchiare il grembiule in nessun modo e non mi andava l'idea di presentarmi ai genitori con queste brutte macchie proprio sul davanti, però mi dispiaceva anche l'idea di accantonare un grembiule nuovo e che mi piaceva...allora la creatività ha preso il sopravvento e mi sono lasciata ispirare dalle rose già presenti per aggiungere un paio di margheritone che spuntano dalla tasca e vanno proprio a finire sopra le macchie!
Ecco il risultato finale: io lo trovo simpatico ed adatto ad un asilo nido, inoltre adesso il mio grembiule è personalizzato e non è più anonimo come prima!!



Qui sotto potete vedere nel dettaglio la zona macchiata prima e dopo il mio intervento di "restauro": essendo al centro sia in senso verticale che orizzontale non potevo farci un'applicazione e basta, perché non avrebbe avuto alcun senso piazzata in mezzo lì così', ecco perché ho scelto una copertura molto più estesa del necessario, ma con un suo equilibrio ed anche con un senso.
Ho utilizzato 2 stoffe dai colori neutri in modo che il disegno restasse comunque "leggero" e dopo averle tagliate più o meno a mano libera le ho applicate con un punto festone lungo tutti i petali, poi ho fatto i gambi con un semplice punto dritto in nero (tutto sempre con la macchina da cucire, ma volendo lo si fa anche a mano).


Le colleghe mi hanno chiesto dove lo avessi comprato e già questo mi ha fatto capire di potermi sentire soddisfatta del lavoro, poi anche ai bambini e genitori è piaciuto, quindi direi che l'operazione ha avuto decisamente esito positivo!!

Se per caso anche voi avete un capo macchiato da cui non vi volete separare, ma non trovate la giusta ispirazione per recuperarlo senza che il lavoro sembri un "rattoppo", contattatemi pure, sarò felice di darvi qualche idea creativa per aiutarvi a risolvere il problema!!

mercoledì 16 agosto 2017

Spunti da una mamma educatrice: il cassetto dei materiali


Ciao! Siete tutti in vacanza? Io sono nel bel mezzo del mese di ferie lontano dal lavoro in asilo, ma la formazione è quella ed avendo per casa due bambine spesso mi ritrovo a riportare sotto il mio tetto cose che faccio o mi piacerebbe fare anche in asilo.
Ho pensato quindi, dato che a volte mi è stato chiesto consiglio in merito, di dare il via a questa nuova "rubrica" per darvi qualche spunto sul come/cosa fare con e per i bimbi, in particolare per quelli più piccoli, ma che suggerisco anche fino alle elementari.
 
Approfittando del riordino totale della cameretta delle gemelle fatto ieri, voglio parlarvi di quello che noi abbiamo chiamato "cassetto dei materiali".
Si tratta di un cassetto che si estrae da sotto il letto e quindi alla loro libera portata: dentro ci ho messo dei contenitori di plastica che ci stanno proprio perfetti e che altro non sono che le vaschette (ovviamente lavate) che mi danno al ristorante per trasportare i cibi da asporto senza sporcare l'auto. In commercio esistono comunque vaschette di plastica più o meno delle stesse dimensioni, o se volete fare riciclo come me, anche delle normali scatole da scarpe o da camicie si adattano perfettamente allo scopo. Non metteteci i coperchi, perché tutto deve essere immediatamente visibile a colpo d'occhio.
 
Ecco qui come si presenta dall'alto:

 
Gli elementi a disposizione sono diversi per forma, colore, dimensione, materiale, ma comunque non c'è una regola fissa: l'importante è che non siano "strutturati", ossia che non abbiano un uso già definito e lascino invece spazio alla libertà di utilizzarli come la fantasia suggerisce, senza che ci sia un giusto o sbagliato.
Potete metterci quello che volete e che riuscite a reperire: nel mio caso ho messo a disposizione dei bastoncini di legno (dei gelati  e del giapponese)...

 
...le conchiglie della pescheria da asporto e delle nostre vacanze...

 
...alcuni bastoncini, coperchi e tappi di plastica e più sotto alcuni dischi di cartone recuperati dalle torte di compleanno:

 
A proposito della plastica ci tengo ad esprimere il mio parere, che probabilmente va un po' controcorrente con il pensiero di tanti altri: nei corsi di formazione che frequento, ultimamente sento speso osannare i cosiddetti "materiali naturali" a scapito di quelli di plastica, ma secondo me c'è molta confusione sulla differenza fra materiale naturale e materiale non strutturato.
Quando si parla di materiale naturale a me viene subito in mente il legno, però dal punto di vista educativo non vedo alcuna differenza fra un giocattolo in legno ed uno in plastica (anzi, volendo ben guardare a volte le vernici usate per dipingere il legno sono peggio del gioco di plastica)...se ci sono dei tasti da premere, il bambino solo quello può fare in entrambi i casi. Personalmente preferisco proporre una scatola di tappi di plastica colorati piuttosto che un'automobilina di bambù.
 
Io credo che la ricchezza per un bambino si trovi in tutti quei materiali, siano di origine naturale come non, che invece danno la possibilità di creare accostamenti, abbinamenti ed attività sempre diverse e quindi ben vengano le pigne, i rametti, i sassi, le foglie, le conchiglie, ma anche i tappi dei vari flaconi o degli omogeinizzati, vecchi cd, rondelle o bastoncini di metallo, rotoli di cartone (dello scotch, della cartigienica, della pellicola...), o ancora vecchi negativi fotografici, carte trasparenti e colorate di caramelle...

Ecco allora che nelle nostre varie scatole compaiono anche le gocce colorate di plastica: a volte sono pesciolini, altre volte delizie da mangiare, altre volte semplice colore da distribuire sulla tavolozza...l'immaginazione vola e questo per me significa aver raggiunto lo scopo!

 
Ho messo in questo cassetto anche le costruzioni di legno con viti e bulloni perché le mie bimbe, che orami hanno 6 anni e mezzo, potessero misurarsi anche con qualcosa di assemblabile su 3 dimensioni:

 
Infine una serie di materiali che potrete lasciare a disposizione dei bimbi più grandini, ma che dovrete regolamentare per i più piccoli, se non volete trovarli in giro dappertutto rischiando di pentirvi di averli proposti: trattandosi di alimenti che alla lunga potrebbero attrarre gli insetti, io li ho sigillati in contenitori a chiusura ermetica e vi consiglio vivamente di fare altrettanto, recuperando ad esempio i secchielli dello yogurth da kilo o le vaschette del gelato o ancora i barattoli del caffè.
 
 
Dentro ci ho messo: un mix di riso, orzo ed altri cereali, la pastina colorata che abbiamo fatto io e le bimbe qualche anno fa, alcune noci e castagne matte, perline di plastica e lenticchie secche.
 
 
Le gemelle si divertono moltissimo con questo cassetto pieno di piccoli tesori ed inventano ogni volta attività sempre nuove. Di tanto in tanto aggiungo o sostituisco qualcosa in base a quello che mi capita fra le mani e poi sto a guardare in silenzio cosa succede: se proverete vi accorgerete che i bambini si inventano abbinamenti che noi adulti mai immagineremmo e vi stupirete della loro grande capacità di risolvere i problemi in modo per niente scontato ed a volte molto più ingegnoso del nostro!
 
Come spunto pratico aggiungo che io ho scelto per questo cassetto quasi tutti materiali lavabili in lavastoviglie, non avendo né il tempo né la voglia di lavarli a mano. Trattandosi di un cassetto che sta sotto al letto in cameretta, ho evitato anche materiale deperibile o troppo sporchevole (pigne, rametti, sassi...) e tutta la parte di carte, cartoncini, nastri vari che sta in un altro cassetto, ma voi non scordatevi di proporla almeno di tanto in tanto!
 
Spero che questo post vi possa essere utile e se vi fa piacere lasciatemi un commento per dire cosa ne pensate!
 

giovedì 3 agosto 2017

Da maglietta a sacchettino per i giochi: come riciclare le magliette piccole dei vostri bimbi

 
Le vacanze sono finalmente iniziate anche per me ed anche se come ogni anno sono sommersa dalle richieste di set asilo per settembre, ho cercato ugualmente un ritaglio di tempo -perché questo serve, non di più- per un lavoretto  di riciclo veloce per le mie bimbe.
Avevo queste 2 magliettine di Peppa Pig, acquistate in un periodo di crescita esponenziale delle gemelle e quindi utilizzate molto poco: come poterle recuperare per sfruttarle ancora un po'?
 
 
Semplice: in quattro e quattr'otto le ho risvoltate a rovescio, ho tagliato via maniche e colletto, ho cucito l'orlo in alto e poi ho cucito i lati ed il fondo, il tutto ad occhio senza misure e senza troppe pretese di precisione. Ho poi rigirato sul dritto, passato il cordoncino et voilà, 2 bei nuovi sacchettini di Peppa che le bimbe hanno subito adibito a portagiochi!

 
Spero che questa idea possa essere da spunto per altre mamme che come me hanno una pila di magliette piccole e tanti giochi da tenere in ordine, oppure a chi ha una maglietta a cui per qualche motivo è affezionato, ma che non è più indossabile...adesso avete un alibi per non dovervene separare!!
 

venerdì 19 agosto 2016

Tutorial semplice e veloce: come recuperare i pantaloni troppo corti dei nostri bimbi!


Sono la mamma di due gemelle: questo significa acquistare sempre in doppio e non poter più riutilizzare gli indumenti delle bimbe una volta che sono cresciute...almeno in teoria!
Nella pratica mi ingegno per cercare di sfruttarli il più possibile e questo accade spesso con i pantaloni: diciamo pure che i jeans con me non hanno scampo!!
Un paio di settimane fa ci stavamo preparando per una gita in montagna, quando mi sono accorta che i pantaloni corti che avrei voluto mettere alle bimbe erano maccchiati, così ho recuperato dall'armadio dei jeans lunghi che andavano ancora bene in vita ma non in lunghezza e...vi spiego passo passo quello che ho fatto:
 

- Per prima cosa le bimbe hanno indossato i jeans ed io con la forbice ho fatto un taglietto laterale per segnare la lunghezza desiderata (non scordate di aggiungere circa 3 cm per il risvolto, a meno che non vogliate lasciare il taglio a vivo, che consiglio nel caso i pantaloni fossero talmente attillati da diventare troppo stretti una volta fatti i risvolti):
 
 
-  Ho fatto poi togliere i pantaloni e dopo averli piegati a metà, in modo da sovrapporre le due gambe, ho tagliato a partire dal segno che avevo accennato.
- Le bimbe hanno poi reindossato i jeans ed ho visto che dovevo raddrizzare la linea di taglio accorciandoli un po' di più solo nell'interno gamba (lo si nota anche nella foto qui sopra). Considerate che ho fatto tutto ad occhio e senza seguire regole particolari: non avevo niente da perdere e così ho tranquillamente IMPROVVISATO, in modo del tutto empirico!
- Una volta "messo in bolla" il taglio, ho fatto un doppio risvolto e l'ho stirato: questo mi ha permesso di mantenere fermo il tessuto senza dover utilizzare gli spilli.
 
 
- Ed ecco finalmente la parte più divertente: cucire tutto l'orlo con un punto dritto:
 
 
L'operazione è stata facilitata dalla possibilità di estrarre parte della base della macchina da cucire in modo da avere il braccio libero e poterci infilare il jeans per cucire in tutta comodità e senza errori!
Da notare che ho utilizzato un filo verdino che riprendeva il colore dell'interno tasche e della cernierina: anche per le creazioni estemporanee non dimentico mai l'aspetto estetico né le cose coordinate!
 
 
- Et voilà! Un bel paio (a dire la verità ne ho fatti 2, uno per gemella) di jeans corti nuovi di zecca e subito indossati!!
 

Se vi state chiedendo quanto tempo ci voglia per compiere questi passaggi, rispondo che per fare 2 jeans ci ho messo meno di mezz'ora, comprese le prove con le bimbe: da provare!!
 

giovedì 26 maggio 2016

Dolcetti dell'ultimo minuto con marmellata di arance e cioccolato, anche senza glutine

 
Rieccomi al mio blog! Questo periodo, assieme a quello che precede il Natale, è per me il più denso dell'anno: feste di fine anno a scuola (mia e delle gemelline), colloqui vari di fine anno (miei e delle gemelline), saggio di ginnastica artistica delle bimbe, gite scolastiche varie...ecco perché negli ultimi giorni, pur avendo parecchio materiale da parte, non sono riuscita a postare nessun aggiornamento!
Anche adesso sono alla vigilia della festa di fine anno delle bimbe (la mattina) e quella del nido in cui lavoro (la sera), poi lunedì avrò quella della materna (sempre per lavoro)...arriverà anche agosto prima o poi!! Nel frattempo vi posto un'idea veloce che magari può tornarvi utile in queste sere che ormai si allungano sempre di più!
 
Spesso con gli amici ci capita di inaugurare il weekend con delle cene insieme (abbiamo la fortuna di avere tutti i figli della stessa età, quindi la compagnia è quella perfetta per tutti!), ma trattandosi del venerdì sera ed essendo tutti reduci da una settimana di lavoro, non sempre si trova il tempo -o la voglia- di preparare qualcosa di più elaborato...come è capitato a me la scorsa settimana!
Eravamo ospiti di un dopocena improvvisato all'ultimo minuto e fra l'ultimo boccone e la partenza avevo una mezzoretta per inventarmi qualcosa di assolutamente empirico (!) ed ecco il risultato:
 
 
Ho assemblato dei semplicissimi quanto gustosi dolcetti a base di frollini (con e senza glutine perché ho un'amica celiaca), marmellata di arance e cioccolato fondente.
Per prima cosa ho steso sui biscotti la marmellata (fatta in casa da mia mamma, che ha utilizzato anche le bucce -ovviamente di arance non trattate- ed ha ridotto al minimo la quantità di zucchero, lasciando quindi un gusto piacevolmente "pizzichino") ed ho formato così le coppie:
 
 
Ho poi sciolto in un pentolino del cioccolato fondente (appartenente alla mia riserva di uova pasquali mai consumate!), aggiungendo pochissimo latte perché fondesse senza bruciarsi (non avevo tempo di metterlo a bagnomaria e l'ho messo direttamente con il pentolino sulla fiamma bassa continuando a girare).
Quando il cioccolato si è tutto liquefatto l'ho tolto dal fuoco e ci ho immerso per metà le coppie di biscotti:
 
 
Li ho poi lasciati raffreddare un po' sulla carta da forno (per accelerare i tempi li ho messi in freezer qualche minuto).
Sulla sinistra quelli senza glutine, mentre a destra quelli normali; qui li vedete vicini, ma in tutti i passaggi ho fatto prima quelli senza glutine e poi li ho tenuti sempre lontani in modo da non correre il rischio di passare le briciole degli altri attraverso la paletta spalmamarmellata o dal pentolino della cioccolata e non vi dico quante volte mi sono lavata e rilavata le mani fra una fase e l'altra: su queste cose sono molto scrupolosa, anche perché le allergie sono all'ordine del giorno anche all'asilo in cui lavoro ed ormai sono abituata ad avercele sempre ben presenti!
 
 
In meno di mezzora sono riuscita a fare tutto e nonostante la semplicità perfino disarmante di questo dessert, è andato a ruba fra grandi e piccini...
 

 ...e sono riuscita ad accontentare anche i celiaci!!

 

sabato 9 aprile 2016

Con i bambini anche l'occhio a tavola vuole la sua parte...2° round!

 
Buon sabato a tutti! Oggi un post superveloce per uno spunto che magari può tornare utile a qualche mamma come me: devo dire che fortunatamente non ho alcun problema a far mangiare la frutta alle mie bimbe, ma questa idea ha un doppio risvolto positivo.
In casa sono piena di bacchettine giapponesi, quelle che ti danno col sushi da asporto, ed in attesa di trovare qualche idea per riutilizzarle anche dal punto di vista creativo, nel frattempo ho pensato di sfruttarle in questo modo: facendo i "gelatini di frutta" o la "frutta a bastoncino" come li hanno soprannominati le gemelle.
Niente di strabiliante, basta tagliare la frutta ed infilzarla con bastoncino, ma se ci provate anche voi scoprirete che in questo modo acquista tutto un altro sapore...buonissimo!!!
 
 
Il vantaggio principale è quello di aiutare ad invogliare i bimbi a mangiare la frutta, ma nel caso di frutti particolarmente "sgocciolosi" o appiccicosi, ha anche il merito di evitare che scivolino dalle mani e che le imbrattino tutte coinvolgendo oltre alla tovaglia anche le maniche della felpa!
 

Provateci e fatemi sapere se avete notato la differenza!!

sabato 2 aprile 2016

Un'altra felpa recuperata con un po' di fantasia!


Nel post precedente vi ho fatto vedere come ho "risuscitato" la felpa di una delle mie bimbe...siccome ne ho 2, oggi non potevo che presentarvi il recupero della felpa dell'altra gemella!


Anche in questo caso la situazione era abbastanza disperata: una colata lunghissima che copriva tutta la tasca ed anche parte della cerniera, il punto più difficile su cui intervenire!


Una cliente affezionata mi aveva regalato tempo fa delle stoffine particolari di Calvin Klein ed una di queste faceva esattamente al caso mio, perché era iridescente sui toni dell'argento e viola: dato che non avevo il filo bordeaux come i ricami preesistenti, né la voglia di mettermi a ricamare così tanto a mano libera, ho dovuto cambiare tecnica e fare delle applicazioni alternate ad un ricamo col free motion.
Vedete che carina e luccicante la stoffina che ho utilizzato? Di meglio non avrei potuto trovare.


Il risultato non è molto omogeneo, anche perché è stato davvero impegnativo rincorrere la macchia in tutto il suo percorso, ma per tamponare ancora qualche settimana di scuola per noi è sufficiente e tutto sommato accettabile.