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mercoledì 7 settembre 2016

Novità fra le mie creazioni: il mio primo quiet book!

 
Era da tanto che avevo voglia di cimentarmi in qualcosa di nuovo ed in particolare nella creazione di un quiet book, ossia un libriccino delle attività per i più piccoli: essendo ormai le mie bimbe troppo grandi, l'occasione mi è stata data dal primo compleanno del piccolo Giosuè, del quale vi ho già parlato quando vi ho descritto altri regali handmade che gli ho fatto per la nascita e per il Battesimo.
E' stato un po' un esperimento, anche se in passato avevo già cucito 2 libretti per le gemelle (uno sulla frutta e l'altro sugli animali del mare), infatti è tutto fuorché perfetto, però ci ho messo tutta la mia esperienza di mamma, di educatrice e di creativa!
 
I temi che potevo affrontare erano tanti, ma ho pensato che quello più adatto e che offriva maggiori spunti per un bimbo di 1 anno fosse quello della fattoria, infatti il titolo personalizzato che ho ricamato in copertina è stato questo: "la fattoria di Giosuè".
 
 
Ho voluto inserire il maggior numero di attività diverse, che stimolassero diversi sensi e capacità, e per non fare una copia dei classici libri cartonati, ho cercato di coinvolgere non solo gli animali, ma anche la vita contadina.
Ad aprire il libro c'era una pelosissima e morbidissima pecorella: l'attività consiste nell'esplorarne il vello con il tatto e nel tosarla con l'attrezzo attaccato di lato (ho voluto fissare con dei nastrini tutte le parti mobili ed i pezzi staccabili, in modo che non potessero venire ingoiate, né perse: nei quiet book che vedo nei vari blog italiani e stranieri, questo mi sembra un aspetto decisamente trascurato! Così invece non solo le mamme non hanno il patema d'animo di non perdere i pezzi preziosi, senza dei quali il libro diventa quasi inservibile, ma possono anche portare in giro tranquillamente questo libro e soprattutto possono lasciare il bimbo a giocarci da solo!).

 
Voltando pagina si trova una scena tipicamente estiva: la raccolta delle balle di fieno nel campo dorato, perché un trattore non poteva certo mancare nel libro di un maschietto!
Ci sono degli stimoli tattili ed uditivi, perché le ruote del trattore e del carretto sono fissate solo al centro e se toccate o stropicciate producono un leggero rumore. Bisogna poi fare la raccolta delle balle di fieno e metterle nel carretto una per una.


E' poi la volta dei fiori di campo e delle paperelle nel laghetto:

 
i fiori possono essere nascosti fra l'erbetta e spuntare uno alla volta o anche tutti e 3 insieme, mentre le paperelle, realizzate con 2 tessuti diversi (spugna di cotone e cotone semplice), possono nuotare avanti e indietro fra le piantine acquatiche.
 
 
Si arriva poi al frutteto, dove un melo ed un pero carichi di frutti aspettano la raccolta a mano! ci sono a disposizione 2 cassette e bisogna scegliere quella giusta in cui mettere la frutta corrispondente.

 
Chi c'è poi appollaiato sul tronco di un albero? Un passerotto che osserva i pasticci del maialino:

 
Il nido contiene della paglia (tutta cucita alla base, ma comunque manipolabile) e vicino a mamma passerotta spunta anche un uccellino che sta imparando a volare, mentre se si apre la finestrella a lato si trova uno strano ed improbabile animaletto che era meglio non disturbare!
Il maialino sta sguazzando nel fango ed è tutto sporco, ma lo si può far tornare pulito e gli si può anche tirare la codina che poi torna tutta arricciata.

 
Nella stalla convivono una gallina ed un cavallo:
 
 
Con maggior attenzione ci si accorge che la gallina è una chioccia e sta covando delle uova...ed ecco che è nato anche un pulcino!

 
Il cavallo invece ha fame e dopo avergli accarezzato la criniera gli si può offrire una carotina e poi andarci al galoppo tenendosi ben saldi alle redini.

 
Alla fine troviamo una mucca al pascolo: si possono toccare i ciuffetti di pelo sulla testa e nella coda e poi le si può aprire il cancello della staccionata.


Per realizzare questo quiet book ci ho messo quasi 2 settimane: ho voluto curare tutti i dettagli nel miglior modo possibile e lavorare quasi esclusivamente con la stoffa (utilizzare il pannolenci che non sfilaccia ed è più sostenuto avrebbe velocizzato le cose, ma è incompatibile con la lavatrice) in modo che possa essere lavato senza problemi anche ad alte temperature (ricordiamoci che era destinato ad un bimbo piccolo, che mette tutto in bocca e che gioca sul pavimento!).
Vedere il risultato finito è stato bello e soddisfacente, ma credo che dovrò avere davvero una forte motivazione permettermi a farne un altro!!
 

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